OSSESSIONI

Resto immobile difronte a una lama che mi oltrepassa lo stomaco
Sento ogni millimetrico straziante  dolore e non riesco  a difendermi

Apro la porta a ladri, a assassini, a stupratori di corpi edi anime
Il mio sofferente pensiero e traballante ragionare ha bisogno di silenzio
Invece il volume si alza e cori e urla assordanti si impossessano di ciò che vogliono
I pensieri sono fissi, immobili, non hanno la minima variazione.
Il tormento non si placa.

Mi scuoto
Cerco di chiudere porte, di abbassare  volumi.
Cerco a tutti i costi un’arma per difendermi.
Trovo una voce. Una in più.

Adesso c’è una voce che minaccia e una voce che rassicura
E’ sempre una lotta.
E non riesco a capire se l’angoscia scaturisce dal pensiero
O se il pensiero è solo figlio suo.